giovedì 31 ottobre 2013

Teppisti

Spaventato da un guizzo
rosolo le montagne
indulgo sul sentimento
e strizzo l'hardcore
semino tempesta
per ricordarmi, poi
della bellezza di questi
luoghi sommersi,
inondati dalla pioggia,
a novembre spuntano
le luci
e verso le sette si scende
di nuovo a valle
vaghi come l'Orsa Maggiore
affastellati dal buio
affratellati dalle nuove pianure
tutta l'insenatura e il golfo
delle Città
arroventati al neon
ci accolgono
simili al boudoir
della valeriana rosa
fanno largo
alla nostra insonnia

venerdì 18 ottobre 2013

Nuovi Campanili

Terra infestata, grama Italia! Ma con dolci ondulazioni
che mi conducono attraverso le tue bordures, e i paesi
avvinghiati al semisole e sull'orlo della penombra in festa,
gorgheggi e spazi dai terrazzamenti alle spose e sei fradicia
di fango quando dissodano una frana. Roma, con il capo
piegato e il ghigno da coltello, Firenze che spodesti i falchi!
Napoli incline alla suburra e Milano abbandonata ai mercanti.
Venezia che scivola sulle monetine e Torino incantesimo da
revenants della seconda, bolsa ondata...Palermo sommersa
da un sole piagato, Bolzano e Trieste che si susseguono in
fila impeccabile come se si trattasse sempre di pagare le tasse
a un Dio ordinato....Ti ho risalita e maledetta, poi mi sono alzato
e ho imprecato ma sempre, al termine della sera, Ti ho benedetta
perchè piangi e non versi lacrime, ridi e la tua bocca è immobile,
Ti paralizzi e poi corri come un cerbiatto, dipingi sul viso spesso
e contratto un trucco da baldracca ma poi ti riconosco bimba sotto
le sottane della nonna indiavolata. Tu, assente e precaria, lurida ed
elegante, raffinata e dodecafonica, passeggi con i raggi in tasca e
mi chiedi un pò di fumo, navighi sopra le macchie d'asfalto e accogli
chiunque rancorosa ma buona, alle tue serate mi diverto e passo gli
amici, rimesto nel truogolo e mi spazzolo i denti, ramazzo volantini
e percorro chilometri sotto gli abeti fino al nuovo party in cima alle
barricate. Molotov e asbesto, parcheggi i desideri pii su otto file e ti
rammarichi quando sto per partire su un treno scassato. Ma non posso
veramente lasciarti: trascino le mie valigie meste e già penso alla
prossima volta, quando faremo l'amore nel tuo monolocale esausto e
penetreremo ancora più a fondo nei tuoi larghi misteri, Italia, fondamento
grigio in stanza accigliata, percorso al cuore sopra vie ribelli e insensate.