Strada bifolca, gamba ruminosa
ho lasciato a sinistra rocce strane
in guisa di artigli, e a destra
azalee
sotto l'usbergo di una volta
novembrina,
percorro in un leggero ansimo
insieme
al passo tutto il mio tempo
trascorso
e lascio intonsa l'ultima locanda, la
faccio
sfilare indifferente, oggi non ho voglia di
gente,
trascorrono le aspre dorature della
stagione
e il fiato si fa caldo mentre mi
inoltro
sotto una volta di pini e spingo le
ginocchia,
intenso il percorso si anima di pensieri
chiari
e il cervello si specchia e lucida come
fosse
lavato nella sabbia. Ho dimenticato da
parecchio
la saggezza di un'ascesa solitaria e avevo
sepolto
come poltiglia di cattolici i pellegrinaggi, ora,
quale
scherzo del Destino mi accingo a sbarcare in
alto,
a un santuario. Non ho progetto particolari,
non
visiterò i Fratelli, non mi lancerò bocconi
sul
pavimento scheggiato della chiesetta, voglio
solo
lasciar correre l'anima e vedere fin dove
conduce,
oggi ho desiderio di cuori impavidi e nebbia
odorosa.
strada per il santuario
di S.
Valentino
1
novembre 2013
