venerdì 8 novembre 2013

Dio

Strada bifolca, gamba ruminosa

ho lasciato a sinistra rocce strane

in guisa di artigli, e a destra azalee

sotto l'usbergo di una volta novembrina,

percorro in un leggero ansimo insieme

al passo tutto il mio tempo trascorso

e lascio intonsa l'ultima locanda, la faccio

sfilare indifferente, oggi non ho voglia di gente,

trascorrono le aspre dorature della stagione

e il fiato si fa caldo mentre mi inoltro

sotto una volta di pini e spingo le ginocchia,

intenso il percorso si anima di pensieri chiari

e il cervello si specchia e lucida come fosse

lavato nella sabbia. Ho dimenticato da parecchio

la saggezza di un'ascesa solitaria e avevo sepolto

come poltiglia di cattolici i pellegrinaggi, ora, quale

scherzo del Destino mi accingo a sbarcare in alto,

a un santuario. Non ho progetto particolari, non

visiterò i Fratelli, non mi lancerò bocconi sul

pavimento scheggiato della chiesetta, voglio solo

lasciar correre l'anima e vedere fin dove conduce,

oggi ho desiderio di cuori impavidi e nebbia odorosa.





strada per il santuario

di S. Valentino

1 novembre 2013